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Pneumatici fuori uso




Secondo i dati di
Ecopneus, il consorzio per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso, ogni anno in Italia arrivano a fine vita circa 380.000 tonnellate di PFU. Di queste, circa la meta' e' destinata al recupero energetico, il 25% viene recuperato come materia prima seconda e il restante 25% viene disperso in traffici, pratiche illegali o comunque fuori controllo.Sono circa 90.000 le tonnellate di gomma che, in Italia, vengono bruciate insieme a sostanze ancora piu' pericolose e inquinanti nelle 1.049 discariche illegali sovente gestite dalla mafia.A novanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DM 11/4/2011 n 82, prende il via il sistema nazionale di gestione dei pneumatici fuori uso. Produttori e importatori di pneumatici dovranno provvedere entro il 31 maggio di ogni anno alla dichiarazione all'autorita' competente della quantita' e delle tipologie di pneumatici ( di qualsiasi marca ) immessi sul mercato del ricambio nell'anno solare precedente. Alla stessa scadenza gli stessi soggetti dovranno dichiarare le quantita', tipologie e destinazioni di recupero o smaltimenti dei PFU sempre provenienti dal mercato del ricambio e gestiti nell'anno solare precedente mediante un format accompagnato dal rendiconto economico completo della gestione.Anche per questo comparto e' prevista la costituzione di una o piu' strutture societarie dotate di autonoma personalita' giuridica (un consorzio), che provvede a ogni attivita' di gestione dei PFU, inclusi gli obblighi di comunicazione e di rendiconto e gli adempimenti di legge.
Per la gestione di questi rifiuti, inoltre, e' prevista anche la fissazione di un contributo, che viene determinato in modo da assicurare la copertura dei costi della gestione al fine di prevenire e ridurre gli impatti negativi per la salute umana e l'ambiente. Entro il 30 settembre di ogni anno, produttori e importatori e le loro eventuali forme associate devono comunicare all'autorita' le stime degli oneri relativi alle componenti di costo al fine di individuare l'ammontare del suddetto contributo.
Con il nuovo sistema, aumentera' la trasparenza per il consumatore che avra' la visibilita' della contribuzione che gli viene chiesta per il trattamento del PFU che genera con il cambio di pneumatico e non sara' piu' esposto a manipolazioni commerciali come ricarichi o sconti su questo aspetto. Tra l'altro, non sara' piu' nemmeno sollecitato a portarsi via i propri PFU e, se il sistema funzionera', non ne vedra' piu' abbandonati.

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